Testo 27 Feb 10 note

Stamattina, nel supermercato dove lavoro, mi si avvicina un signore sull’ottantina. Cappotto elegante, scoppola in testa e aria distinta. Con molta gentilezza mi domanda dove fosse il frigorifero dei surgelati, io glielo indico e mentre lui mi sfila davanti mi passa per la mente l’idea di averlo già visto. Nell’attimo successivo realizzo… Io so perfettamente chi è quell’uomo, e glielo devo far capire. Aggiro con uno scatto il bancone della frutta nel tentativo di tagliarli la strada e me lo ritrovo davanti. Ho l’aria impacciata di chi ha difronte a se un idolo della sua infanzia e in effetti è più o meno così. La prima e unica cosa che mi viene da dirgli è: “Signor Moschin, aspetti solo un secondo e non mi faccia la supercazzola”. Lui sorride divertito e mi fa cenno che aspetterà. Corro a prendere un foglio e una penna e lo raggiungo. Lui mi chiede se nel saccoccio Buitoni c’è dentro anche il pollo. Quell’uomo ha recitato ne Il Padrino parte II dove veniva ucciso da un giovane De Niro ed ora sta parlando con me del saccoccio Buitoni. Io gli dico di no, il pollo, deve compralo a parte e lui allora prende il telefono, chiama la moglie e gli dice: “Vedi cara, avevo ragione io. Nel saccoccio non c’è il pollo, non capisco perchè mi dai sempre addosso per queste cose”. Poi riattacca, firma l’autografo, mi ringrazia e se ne va sorridendo. Io torno al lavoro, emozionato e con in mano il mio trofeo.

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